anestesia totale 2

•Martedì0000008Martedì362008 30, 2008 • Lascia un Commento

dopo l’anestesia totale con cui ho lasciato momentaneamente il mondo il giorno 1 agosto si sono susseguiti una serie di fatti e di non fatti che mi hanno cambiato profondamente. tecnicamente mi sono risvegliato con un grande tepore, che è anche normale in questo periodo. oltre a questo ho abusato di antidolorifici che hanno solo prolungato gli effetti dell’anestesia. ma gli effetti peggiori dovevano ancora arrivare. si sono rivelati in irritabilità, insofferenza, glacialità verso tutti quanti mi sostengono e mi vogliono bene. cosa è successo? non so ben capire cosa, ma sono certo che questo malessere non si può trasformare in autodistruzione. alla lunga l’amore trionfa! la sola cosa che ti porta realmente avanti. l’affetto della famiglia, moglie e figli. le loro parole e i loro sguardi. tutto si è rivelato ed è uscito allo scoperto finalmente. ho pianto col sorriso! ho visto mia figlia di 13 mesi corrermi dietro nel momento in cui dovevo lasciare casa per tornare in ospedale come se avesse capito che la stavo lasciando di nuovo e l’aveva capito sicuramente perchè mi è corsa dietro barcollando e mi ha buttato le braccia al collo stringendomi forte come non aveva mai fatto. posso dire che questo semplice gesto è stato per me di una importanza mostruosa. mi ha riaperto il cuore da troppo tempo impietrito e mi ha reso la vita meno pesante in un momento in cui tutto rischiava di diventare assolutamente privo di senso. grazie

la via italiana per protestare alle olimpiadi

•Venerdì0000007Venerdì522008 30, 2008 • Lascia un Commento

08/08/08 ore 08 locali ha inizio lo spettacolo della cerimonia di apertura ai giochi olimpici di Pechino 2008. sono già stati e saranno i giochi dove la protesta contro il regime comunista, per quanto riguarda la “questione” Tibet, sarà portata con veemenza da ogni parte del mondo e con mille modi di manifestarla. c’è chi protesta assaltando le ambasciate cinesi come ad esempio in Nepal; c’è chi protesta con l’esposizione di striscioni con scritte tipo “free Tibet” sui lampioni di piazza ” tien ammen” (non ho tempo nè voglia di documentarmi su come si scriva, ma sulla pronuncia mi pare che ci si può stare); c’è chi protesta in mille altri modi pacifici ed inusuali. l’Italia e più precisamente la televisione di stato è una di queste. infatti durante la cerimonia e sfruttando i “break” pubblicitari ci siamo fatti portavoce di una sottilissima e velata protesta contro il regime portando, il nostro sostegno alla causa del tibet. per questo dobbiamo ringraziare oltre all’Italia e alla sua televisione, principalmente il gruppo Fiat e Richard Gere che si sono prodigati: il primo nella produzione di uno spot pubblicitario e nell’acquisto degli spazi necessari per la sua trasmissione; il secondo in una bella passeggiata “virtuale” e ben retribuita immagino con partenza Los Angeles e arrivo in Tibet su di una nuovissima ed elegante Lancia Delta.

Beh, gli italiani non si smentiscono mai, sanno raggiungere punte di originalità, raffinatezza ed eleganza che non trovano pari in nessun posto del mondo.

anestesia totale

•Mercoledì00000011Mercoledì132008 30, 2008 • 3 Commenti

E’ arrivato il momento. domani mi sveglierò ed entrerò in sala operatoria. ancora non ho un briciolo di paura, forse perchè ho preso un po’ sotto gamba questa operazione. anestesia totale. chissà se quando mi sveglierò sarò lo stesso. no, avrò un bel taglio sulla spalla e rimarrò 40 giorni a maledire il giorno in cui ho deciso di metterla a posto. buonanotte

Signor Ferretti lei è in lista!

•Mercoledì0000009Mercoledì082008 30, 2008 • 2 Commenti

Signor Ferretti lei è in lista! Ma la vita è o non è una perenne attesa? una lista infinita che prima o poi si esaurirà e arriverà il nostro momento? a questo punto conviene fare come si fa oggi nelle poste un po’ più ravvedute dove prendi il numeretto e vista la distanza con il tuo di numero hai la brillante idea di andare a fare colazione al bar e poi quando ti accorgi che è ancora troppo presto te ne vai a fare la spesa o a vedere qualche vetrina. Nel tornare nell’ufficio postale ti accorgi di avere affianco persone stanche e annoiate che non hanno fatto altro che attendere il loro momento sbuffando e lamentandosi delle lungaggini di uno sportello dove tra l’altro vanno a pagare la luce o il gas. E ti senti più sereno nel pensare di aver speso il tuo tempo in maniera differente. Ecco è così che si dovrebbe vivere almeno parte della nostra vita, non rinchiusi dentro un ufficio postale in attesa del momento fatidico ma organizzando il proprio tempo nel migliore dei modi possibile. Attenzione però a non passare il momento del numero altrimenti sono guai!!!

In ospedale non si sta poi così male

•Martedì00000010Martedì312008 30, 2008 • 3 Commenti

C’è nell’immaginario collettivo un pensiero fisso quando si parla di ospedale.Orrore, morte e disperazione sono le prime parole che vengono alla mente quando ci si aggira per i corridoi di un posto come questo. Devo dire che le mie esperienze in tal senso non sono poi così negative. Apparte il mangiare che sfido chiunque a definire anche solo “meglio di niente”. Ma dopo il terzo giorno incomincio quasi a dargli un senso nonche un sapore. Riesco all’improvviso a distinguere il sapore vero di certi alimenti che solitamente ben conditi non si riesce mai ad assaporare veramente. Ed ecco che gli spinaci senza limone e sale diventano spinaci, le patate lesse hanno il sapore vero delle patate senza troppi travestimenti. Pasta e ceci è veramente pasta e ceci senza la copertura di olio, sale e rosmarino. certo che in mancanza degli abituali condimenti, sembra tutto perdere di consistenza e di gioia. Ma il terzo giorno si incomincia ad assaporare la vera essenza dei cibi.

E che dire dell’atmosfera che si respira? appena entrati quasi ci si butta giù che si preferirebbe andare ai lavori forzati tanto è lugubre l’aria. Le grida dei pazienti più gravi sono un duro colpo da mandare giù. Le infermiere perfide aguzzine senza cuore insensibili ai richiami dei pazienti che sprofondano nell’angoscia più tetra. La sveglia mattutina alle 5.30 e le continue intromissioni in camera un’opera di sadismo insaziabile fino ad arrivare alla cena passata al posto del te alle 5 del pomeriggio. Ma al terzo giorno tutto cambia. A poco a poco si incominciano a vedere le infermiere sotto altri occhi. Anche quelle che ti svegliano alle 5.30 incominciano ad avere un aspetto più umano. Le urla dei pazienti sembrano ormai macchiette della solita sceneggiata napoletana e le attrici in camice bianco incominciano a sfoderare le loro armi migliori per far sorridere tutta la corsia.

Insomma dopo il terzo giorno di permanenza all’ospedale posso ben dire che “all’ospedale non si sta poi così male”.

P.S. alle 5.30 passa anche la cosidetta terapia che nessuno sa ancora ben definire nella sua sostanza ma che fa parte ormai dello svolgimento di questa tipica giornata ospedaiera. Mah